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La 3ª edizione di Giunglavideo è dedicata al quarantesimo anniversario del ‘68 ed all’attualità-inattualità delle tematiche culturali sollevate dal movimento
di contestazione della società e delle sue istituzioni. I temi irrisolti e rimossi
di allora, a quaranta anni di distanza, perturbano - come direbbe Freud - le
coscienze di oggi: rifiuto della guerra, partecipazione democratica nelle
scelte, diritti delle minoranze, rifiuto dell’autorità e del potere costituito,
rispetto per l’ambiente, emancipazione di genere, rovesciamento del
modello piramidale di rappresentanza, libera espressione, partecipazione
sociale, superamento del lavoro alienato. I temi di allora, ancora attuali
perché irrisolti, sembrano essere stati disciolti in quella che Z. Bauman
definisce la “società liquida”. In una società individualista dove ciascuno deve
essere un individuo … L’individualità, la ricerca del “vero me stesso”, appare
come un compito affidato dalla società ai suoi membri. La società liquidomoderna,
oltre a fornire un impossibile compito di vita, fornisce le risposte
a questa stessa impossibilità: la “migliore” di tali risposte è il consumismo. Il
mercato dei consumi, fondato prevalentemente sul conformismo, diventa il miglior amico dell’individuo. Lo studente, l’operaio sono trasformati in
consumatori e ridotti ad un eterno e prolungato precariato, incapaci di
distinguere il momento della vita da quello del lavoro, la produzione dal
consumo, l’alienazione dalla libera scelta.
“Mettete dei Video nei Vostri Cannoni”, parafrasando la più celebre
canzone del gruppo pop dei Giganti, intende, alla luce dei video proiettori
o dei cannoni elettronici (tubi catodici), fare riflettere su come siano state
distrutte le resistenze e le volontà in questi 40 anni di storia contemporanea,
colpendo l’opinione pubblica con una tele-terapia domestica inculcata con
sedute giornaliere, 360 giorni l’anno, per due generazioni di persone.
Il video recording, come un retrovirus, nonostante condivida in parte le
stesse tecnologia ed interfaccia di fruizione impiegate dalla tv, diversamente,
in questi 40 anni, con la sperimentazione artistica e le nuove figure non
autoriali, ha dimostrato di svolgere un ruolo critico e di autoriflessione
politica, decostruendo i messaggi ed il rapporto morboso tv-utente a
partire dallo sfruttamento delle caratteristiche tecnico-linguistiche del
mezzo: fermo immagine, reiterata riproduzione, bassi costi di produzione,
forte spinta amatoriale, feed-back domestico, decollage tv, etc…
La mostra propone un confronto sui temi cari al ‘68, tra un’avanguardia
alternativa che si è dedicata alla sperimentazione del mezzo - anni sessanta/settanta - ed una successiva schiera di autori e collettivi che si sono dedicati
alla sua affermazione come linguaggio della contemporaneità, negli anni
novanta e duemila.
14 artisti nazionali ed internazionali, alcuni che si sono affermati negli anni ‘60-’70 ed altri negli anni ‘90-2000, invitati a confrontarsi per tre serate con
tre differenti opere ciascuno che verranno riallestite nel Parco Di Toppo
Florio. Congiuntamente, al piano terra della Villa verranno proiettati dei
documentari dedicati al periodo storico ed ai suoi protagonisti. |