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Permeabilità
a cura
Branka Bencic
artisti
Tomislav Brajnovic
Alen Floricic
Aleksandar Garbin
Goran Petercol
Silvo Saric
Robert Sosic |
La Sezione Equatoriale
a cura
Paolo Toffolutti
artisti
Antonio Catelani
Roberto Da Lozzo
Barbara Fassler
Matteo Fato
Lucio Pozzi
Luca Scarabelli
Nelio Sonego
Elisa Vladilo |
Animals
a cura
Matteo Chini
artisti
Samuele Belloni
Ilaria Del Monte
Ericailcane + Virgilio Villoresi
Andreas Schwarzkopf |
Tre mostre parallele pensate da altrettanti curatori che affrontano singolarmente, e da prospettive differenti, il concetto dell’utopia, luogo inabitabile posto oltre il limite del visibile e del pensabile ma fondante l’immaginazione.
Permeabilità si problematizza sull’immaginazione artistica e le sue connessioni con le questioni dell’esistenza individuale e collettiva. Ne nasce un discorso a commento delle utopie nascoste - individuali o sociali, private o istituzionali - che si nascondono dietro al nostro adattamento quotidiano. Costruite attraverso gli effetti dei sistemi della lingua e della rappresentazione, le identità non sono unità stabili della coscienza, ma una serie variabile di posizioni ideologiche, costruite come un incontro temporaneo e permeabile del soggetto con i codici, all’incrocio delle formazioni sociali e della storia personale. Installazione, video e fotografia sono mezzi di comunicazione dominanti, attraverso i quali gli artisti invitati creano, con varie strategie, non solo una lingua individuale ma anche l’ambiente contestuale dell’opera, stabilendo una relazione con il mondo artistico e quello extra-artistico, quotidiano.
Il colore dell’utopia viene affrontato con la mostra La Sezione Equatoriale dove l’estensione del visibile viene condotta al di là della pittura e delle stagioni dell’astrazione cromatica, del monocromo, degli ambienti percettivi, dell’analisi pittorica, del neo geo per penetrare la soglia del politico e del cognitivo, con artisti che adoperano e manipolano in modo equivalente superfici oggetti luce comportamenti, superando il problema percettivo od emotivo ed emancipando i concetti di estensione, forma, limite.
Un’utopia di specie viene invece osservata nella mostra Animals, dove la rappresentazione del comportamento animale ed umano - bestiari, fumetti, cinema… - ha incontrato ed incontra ripetuti cortocircuiti che estendono pregi e difetti degli uni agli altri, in ragione di una reciproca evoluzione che ne fa sparire i tratti distintivi umanizzando o rendendo bestiali gli uni e gli altri. Reali o immaginari che siano, gli animali fanno parte a pieno titolo dell’immaginario contemporaneo delle arti visive, del design e della letteratura. Pur avendo abbandonato da tempo le simbologie fissate dai bestiari dell’arte, della scienza e della retorica, gli animali trovano un’imprevista forza semantica in capolavori del fumetto (come "Maus" di Art Spiegelman) e del cinema (la "Mosca" di Cronenberg). l titolo della mostra è appunto un omaggio ad uno degli esempi più perturbanti della loro attualità: “Animals”, l’album dei Pink Floyd uscito nel 1977, una generazione dopo le allegorie create da George Orwell nella "Fattoria degli animali", a cui è esplicitamente ispirato. Una tematica importante ma nascosta, e quasi rimossa, in un luogo dimenticato che la mostra curata da Matteo Chini intende segnalare attraverso le opere di cinque artisti che, nella diversità dei mezzi espressivi, sono uniti dalla ricerca di nuove iconologie lontane dal semplice piano della metafora.
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